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Abbiamo analizzato l’aumento della TARI ad Andria: ecco cosa dovete sapere

Scopri come la mancata attuazione di un piano regionale per la gestione dei rifiuti ha portato all'incremento della TARI ad Andria e cosa significa per i cittadini.
  • Aumento della TARI ad Andria del 6,5% per il 2024, con un ulteriore incremento del 2,78% previsto per il 2025.
  • La Regione Puglia non è riuscita a concretizzare una politica efficace sulla gestione dei rifiuti, lasciando la gestione in mano ai privati.
  • L'operazione Aseco, una società partecipata dall'Acquedotto Pugliese e dall'AGER, mira a migliorare il servizio di gestione dei rifiuti.

Il recente aumento della TARI ad Andria ha sollevato numerose polemiche e preoccupazioni tra i cittadini e le autorità locali. Il presidente del Laboratorio Verde Fareambiente, Benedetto Miscioscia, ha espresso il suo disappunto riguardo alla situazione attuale, sottolineando come la mancata attuazione di un piano regionale per la gestione dei rifiuti abbia portato a questo incremento.

Nonostante l’impegno dei cittadini nella raccolta differenziata, la TARI è aumentata del 6,5% per il 2024, con un ulteriore incremento previsto del 2,78% per il 2025. Questo aumento è stato percepito come una “captatio benevolentiae” da parte dell’amministrazione comunale nei confronti dei cittadini, che si trovano a pagare di più per un servizio di igiene considerato pessimo.

La Mancata Attuazione di un Piano Regionale

Miscioscia ha evidenziato come, dopo vent’anni di governi regionali guidati da Niki Vendola e Michele Emiliano, la Regione Puglia non sia riuscita a concretizzare una politica efficace sulla gestione dei rifiuti. La mancata realizzazione di piattaforme pubbliche per il conferimento dei rifiuti ha lasciato la gestione nelle mani di privati, condizionando il costo della TARI applicata ai cittadini pugliesi.

La Puglia, dopo vent’anni di promesse di rivoluzionare il ciclo dei rifiuti, si trova ancora a scontare un grande ritardo nel completamento dell’impiantistica pubblica per la gestione dei rifiuti. Questo ritardo comporta il rischio di esaurimento delle discariche pubbliche esistenti, come segnalato dalla nota dell’Agenzia Territoriale della Regione Puglia (AGER) del 30 aprile scorso.

Costi Elevati e Mancanza di Impianti

Uno dei principali problemi evidenziati è la mancanza di impianti pubblici per il trattamento dell’organico, che rappresenta uno dei costi maggiori per il trattamento dei rifiuti indifferenziati. In vent’anni, le giunte di Niki Vendola e Michele Emiliano non sono riuscite a programmare e mettere al servizio dei cittadini pugliesi impianti che garantissero prezzi calmierati.

La Regione Puglia sta cercando di rimediare a questa situazione con l’operazione Aseco, una società partecipata dall’Acquedotto Pugliese e dall’AGER, per migliorare il servizio di gestione dei rifiuti. Tuttavia, l’aumento della TARI del 6,5%, anziché del 9%, non è sufficiente a compensare il disagio dei cittadini che, nonostante il loro impegno nella raccolta differenziata, si trovano a pagare di più.

Criticità nella Gestione dei Flussi di Rifiuti

La nota dell’AGER del 30 aprile scorso ha messo in guardia la Regione circa le gravi criticità nella gestione dell’organizzazione dei flussi di rifiuti, in particolare dei rifiuti di residuo secco “indifferenziato”. La mancanza di impianti pubblici per il trattamento dell’organico continua a rappresentare un costo significativo, aggravando ulteriormente la situazione.

La gestione dei rifiuti in Puglia è ancora fortemente influenzata dai privati, con tariffe non calmierate che costringono i comuni pugliesi a portare i rifiuti raccolti anche fuori regione. Questo comporta un ulteriore aumento dei costi, che si riflette inevitabilmente sulle tariffe applicate ai cittadini.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la situazione della gestione dei rifiuti in Puglia evidenzia la necessità di una transizione ecologica efficace e di una politica regionale più incisiva. La mancata attuazione di un piano regionale per la gestione dei rifiuti ha portato a un aumento della TARI, penalizzando i cittadini nonostante il loro impegno nella raccolta differenziata.

La transizione ecologica richiede un approccio integrato e sostenibile, che consideri non solo la riduzione dei rifiuti ma anche la creazione di impianti pubblici per il loro trattamento. Solo attraverso una gestione oculata delle risorse naturali e l’implementazione di un’economia circolare sarà possibile ridurre i costi e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Una nozione avanzata di economia circolare applicabile a questa situazione è l’adozione di tecnologie innovative per il riciclo e il riutilizzo dei materiali, riducendo così la dipendenza dalle discariche e dai privati. Questo approccio non solo riduce i costi ma promuove anche la sostenibilità ambientale, creando un ciclo virtuoso di gestione dei rifiuti.

*Riflessione personale:* La gestione dei rifiuti è una responsabilità collettiva che richiede l’impegno di tutti, dalle istituzioni ai cittadini. Solo attraverso una collaborazione efficace e una visione a lungo termine sarà possibile superare le criticità attuali e costruire un futuro più sostenibile per le nostre comunità.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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