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Scandalo All’Ex Ilva: Polveri Tossiche Smaltite Illegamente

La nuova segnalazione dell'Ispra alla Procura di Taranto rivela gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti pericolosi presso l'ex Ilva, aggravando una situazione ambientale già critica.
  • 15 maggio 2024: Ispra segnala alla Procura di Taranto la gestione illecita delle polveri dei filtri Meros dell'ex Ilva.
  • Le ispezioni del novembre 2023 hanno rilevato che le polveri contenenti diossina venivano smaltite in discarica, violando le normative ambientali.
  • Prescrizioni non attuate dal 2017 e nuove diffide per gestione non conforme dei rifiuti pericolosi segnalate da Ispra.
  • Il 95% dell'area interessata dai fanghi è stata liberata e impermeabilizzata entro il 27 gennaio 2023, ma restano ancora 170.170 tonnellate di materiale da rimuovere.

Il 15 maggio 2024, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ha sollevato una questione cruciale riguardante la gestione delle polveri derivanti dai filtri Meros dell’impianto di agglomerazione dell’ex Ilva. Queste polveri, contenenti inquinanti pericolosi come la diossina, dovevano essere destinate a impianti autorizzati per il trattamento di rifiuti speciali. Tuttavia, è emerso che venivano invece smaltite in discarica, violando le normative vigenti.

La segnalazione dell’Ispra è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Taranto, evidenziando una serie di irregolarità riscontrate durante le ispezioni condotte tra il 27 e il 29 novembre dell’anno precedente. Le ispezioni hanno rivelato che le polveri dei filtri Meros delle linee E e D venivano smaltite in discarica, contrariamente a quanto previsto dalle normative ambientali.

L’Ispra ha richiesto al Ministero dell’Ambiente, alla Procura della Repubblica di Taranto e all’Arpa Puglia di diffidare il gestore dell’impianto, imponendo una serie di misure correttive. Tra queste, la trasmissione di una relazione sulle cause del superamento del parametro “ferro” allo scarico 48-AI, uno studio di fattibilità per eliminare il problema e l’adozione di interventi immediati per evitare ulteriori superamenti.

Le Prescrizioni Non Attuate: Un Problema di Lunga Data

La questione delle prescrizioni non attuate all’ex Ilva non è nuova. Già nel maggio 2017, l’Ispra aveva evidenziato che l’Ilva non rispettava le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Questo problema ha portato il giudice per le indagini preliminari, Vilma Gilli, a disporre nuove indagini per gestione dei rifiuti non autorizzata e getto pericoloso di cose.

Dal 2012, l’Ilva è stata oggetto di una serie di decreti legge e modifiche normative che hanno cercato di affrontare le problematiche ambientali e sanitarie legate allo stabilimento. Tuttavia, nonostante queste misure, molte prescrizioni non sono state attuate. Ad esempio, la copertura dei parchi minerali, prevista per il 27 ottobre 2015, è stata posticipata più volte e non è ancora completata.

Le ispezioni dell’Ispra hanno rilevato numerose criticità, tra cui l’inadeguata gestione delle acque di dilavamento, la mancata chiusura dei nastri trasportatori e l’insufficiente copertura delle aree di stoccaggio dei materiali polverulenti. Queste inadempienze hanno portato a un aumento delle emissioni di polveri e inquinanti, con gravi conseguenze per l’ambiente e la salute pubblica.

Prosecuzione dei Lavori e Nuove Diffide

Nonostante le difficoltà, l’Ispra ha continuato a monitorare l’attuazione del Piano Ambientale dell’ex Ilva. Durante un sopralluogo del 27 gennaio 2023, è stato constatato che il 95% dell’area interessata era stata liberata dai fanghi e completamente impermeabilizzata. Tuttavia, rimanevano ancora circa 170.170 tonnellate di materiale da rimuovere.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha concesso una proroga fino al 31 marzo 2023 per completare le attività di impermeabilizzazione e trasferimento del materiale. L’obiettivo della prescrizione n. UP3 è eliminare il contatto diretto tra i materiali e il suolo, garantendo una gestione adeguata dei fanghi.

L’ultima ispezione dell’Ispra ha portato alla proposta di una nuova diffida per la gestione non conforme dei rifiuti. È stato evidenziato il mancato rispetto delle normative di settore, con rifiuti pericolosi non imballati e etichettati correttamente. L’Ispra ha richiesto al gestore di trasmettere evidenze relative alle istruzioni per l’identificazione dei rifiuti e alle operazioni di carico e scarico, per evitare errori e utilizzi errati delle zone di deposito.

Bullet Executive Summary

La situazione dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un caso emblematico delle difficoltà legate alla transizione ecologica e alla gestione sostenibile delle risorse naturali. La mancata attuazione delle prescrizioni ambientali e la gestione non conforme dei rifiuti evidenziano le sfide che ancora devono essere affrontate per garantire un futuro sostenibile.

Nozione base: La transizione ecologica implica un cambiamento sistemico verso un’economia sostenibile, che riduca l’impatto ambientale delle attività umane e promuova l’uso efficiente delle risorse naturali. Questo processo richiede l’adozione di pratiche di economia circolare, in cui i rifiuti vengono minimizzati e le risorse vengono riutilizzate e riciclate.

Nozione avanzata: La gestione sostenibile dei rifiuti industriali è un elemento cruciale della transizione ecologica. Questo implica non solo il rispetto delle normative vigenti, ma anche l’adozione di tecnologie innovative per il trattamento e il recupero dei materiali. Nel caso dell’ex Ilva, l’implementazione di sistemi avanzati di filtrazione e la gestione adeguata delle polveri e dei fanghi sono essenziali per ridurre l’impatto ambientale e proteggere la salute pubblica.

In conclusione, la vicenda dell’ex Ilva ci ricorda l’importanza di un impegno costante e rigoroso per la protezione dell’ambiente e la sostenibilità. Solo attraverso una gestione responsabile delle risorse e l’adozione di pratiche innovative possiamo garantire un futuro migliore per le generazioni future.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Sono totalmente d’accordo, ma dobbiamo anche capire che non è facile risolvere questioni ambientali così complesse. Servono più risorse e anche un cambio di mentalità.

  2. Sinceramente, sono stufo della storia infinita dell’ex Ilva. Anni di inquinamento e impunità! E ora che fanno? Scoprono l’acqua calda? Ma dai…

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