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Emergenza: il G7 fallisce su clima e disuguaglianze – Ecco la risposta della società civile

Il G7 non riesce a soddisfare le aspettative della società civile su clima e disuguaglianze, con un deficit di finanziamento infrastrutturale in Africa e critiche sulla gestione del debito dei Paesi poveri.
  • Il deficit di finanziamento per le infrastrutture in Africa varia tra 68 e 108 miliardi di dollari all'anno, secondo la Banca Africana di Sviluppo.
  • Il Corridoio di Lobito richiede 320 milioni di dollari per lo sviluppo sostenibile della rete ferroviaria in Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia.
  • La quota di aiuti del G7 destinati all'Africa è scesa dal 45% del 2006 al 25% dell'anno scorso, con la spesa in armi in aumento.

Il recente vertice del G7 ha suscitato numerose critiche da parte della società civile globale, che ha evidenziato risultati insoddisfacenti in materia di clima e disuguaglianze. La Banca Africana di Sviluppo ha segnalato un deficit di finanziamento per le infrastrutture in Africa che oscilla tra i 68 e i 108 miliardi di dollari all’anno. Il presidente della Banca, Akinwumi Adesina, ha ringraziato il G7 per il suo impegno, ma ha sottolineato che il problema deve essere affrontato per sostenere le ambizioni dell’Africa di diventare una delle principali potenze economiche globali.

Il Corridoio di Lobito, un progetto di sviluppo sostenibile che richiede 320 milioni di dollari per il sostegno dell’infrastruttura ferroviaria, è un esempio di iniziativa che potrebbe beneficiare di un maggiore supporto. Questo corridoio collega regioni ricche di minerali e petrolio in Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia. Tuttavia, se il G7 non fornirà il necessario sostegno, la Cina potrebbe intervenire.

Le profonde disuguaglianze, le violazioni dei diritti umani e le minacce al pianeta richiedono una «nuova agenda di pace», come richiesto dal Civil 7 e dalla Coalizione italiana della società civile, presieduta dall’economista Riccardo Moro. Questi gruppi chiedono un piano globale per lo sviluppo, fondato sulla garanzia di un futuro di diritti e sviluppo sociale per tutti, costruito sul rispetto delle regole condivise, come il diritto internazionale e l’Agenda 2030.

Secondo oltre 700 organizzazioni provenienti da 70 Paesi, è necessario fissare un’agenda di pace che consolidi il ruolo degli organismi multilaterali internazionali e rispetti le regole, evitando doppi standard e attacchi alle istituzioni. Le proposte per la riduzione del debito dei Paesi poveri sono state giudicate insufficienti, e il comunicato del G7 si è limitato a promuovere l’attuazione del “Quadro Comune”, un processo considerato inadeguato per la risoluzione del debito.

Per quanto riguarda il cambiamento climatico, è stato sottolineato che servono piani e tappe concrete per uscire dai combustibili fossili. Un segnale positivo è stato raccolto riguardo al Medio Oriente, con il G7 che ha riconosciuto il ruolo centrale della società civile nella costruzione della pace e ha risposto all’appello della società civile globale.

Nonostante ciò, l’organizzazione internazionale One, fondata da Bono degli U2, ha rilevato che la quota di aiuti del G7 destinati all’Africa è al punto più basso dal 1973, con un calo dal 45% del 2006 al 25% dell’anno scorso, mentre la spesa in armi è in crescita. David McNair, direttore esecutivo di One, ha criticato il comunicato finale del G7, affermando che riflette promesse di maggiore partnership con l’Africa, ma con pochissimi dettagli su nuovi finanziamenti disponibili.

Proteste contro il G7: Meloni “fascista” e manifestazioni a Fasano

A Fasano, durante l’ultimo giorno del vertice internazionale del G7, si è svolto un corteo di protesta contro i leader del summit, con numerosi cartelli di forte contestazione nei confronti della premier italiana Giorgia Meloni. La manifestazione, organizzata dal “Tavolo di coordinamento NoG7”, ha visto la partecipazione di decine di persone, molti dei quali giovani studenti.

Tra i cartelli esposti, alcuni etichettavano la premier come “macellaia” e “complice del genocidio”, mentre un’immagine rappresentava Meloni a testa in giù con la scritta “Io sono fascista”. Alcuni commercianti della città hanno chiuso i negozi o protetto le vetrine con pannelli di compensato per paura di subire aggressioni e danneggiamenti.

Il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, eletto con il Partito Democratico, ha preso le distanze dagli epiteti ingiuriosi rivolti alla Meloni, esprimendo condanna per le immagini dei leader del G7 imbrattate di finto sangue e per quella del presidente del Consiglio a testa in giù. Ha inoltre espresso solidarietà agli ospiti del summit, in particolare al presidente Meloni.

Roberto “Bobo” Aprile, uno dei promotori del Tavolo di coordinamento “No G7”, ha espresso soddisfazione per il corteo, dichiarando che la protesta era volta a opporsi alle guerre e alle politiche sull’immigrazione. Ha invitato tutti a scendere in piazza, promettendo di continuare a essere presenti in tutti i G7 ministeriali nei prossimi mesi.

Azione di Extinction Rebellion al G7 in Puglia

Nel pomeriggio del 14 giugno 2024, attivisti e attiviste di Extinction Rebellion hanno occupato l’ingresso dell’International Media Center di Bari, dove si svolgeva la copertura mediatica del G7. Decine di persone si sono incatenate di fronte ai cancelli, srotolando uno striscione con la scritta: “Crisi ecoclimatica: Italia zona rossa”.

L’appello del movimento ambientalista ai media è stato chiaro: “Raccontate il fallimento del G7: politiche climatiche in contrasto con la comunità scientifica, regione militarizzata e sospensione dello stato di diritto”.

Questa azione dimostrativa si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per le politiche climatiche globali, che molti ritengono insufficienti per affrontare la crisi ecoclimatica in corso. Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno sottolineato l’urgenza di adottare misure più incisive e concrete per contrastare il cambiamento climatico e proteggere l’ambiente.

Bullet Executive Summary

Il vertice del G7 ha messo in luce le profonde disuguaglianze e le sfide climatiche che il mondo deve affrontare. La società civile ha espresso insoddisfazione per i risultati ottenuti, chiedendo una nuova agenda di pace e sviluppo sostenibile. Le proteste a Fasano e l’azione di Extinction Rebellion a Bari sono testimonianze del crescente malcontento e della richiesta di cambiamenti concreti.

In un contesto di transizione ecologica, è fondamentale comprendere che la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche la giustizia sociale ed economica. La nozione base di transizione ecologica implica il passaggio da un’economia basata sui combustibili fossili a una basata su energie rinnovabili, riducendo al contempo le disuguaglianze sociali.

Una nozione avanzata di economia circolare applicabile al tema dell’articolo è quella che prevede non solo il riciclo e il riuso dei materiali, ma anche la progettazione di prodotti e sistemi che minimizzino gli sprechi e massimizzino l’efficienza delle risorse. Questo approccio integrato può aiutare a creare un futuro più sostenibile e giusto per tutti.

Riflettendo su questi temi, è chiaro che la strada verso un mondo più sostenibile richiede impegno e collaborazione a tutti i livelli della società. È un percorso complesso, ma necessario per garantire un futuro migliore per le generazioni future.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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