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Come Le Aziende Affrontano la Sfida della Contabilità ESG: Nuove Regole e Implicazioni

L'adozione di una contabilità ESG sta diventando cruciale per le imprese: dalla Direttiva europea 2022/2464 all'importanza dell'inclusione delle PMI.
  • La Direttiva europea 2022/2464 impone a circa 49 mila imprese in Europa e 4 mila in Italia di rendicontare i risultati ESG.
  • La CSRD introduce il concetto di doppia materialità e l'inclusione dell'informativa di sostenibilità nella Relazione sulla Gestione.
  • Le PMI non quotate attendono standard semplificati per il reporting di sostenibilità, coinvolgendo potenzialmente migliaia di microimprese.

La sostenibilità è diventata una priorità imprescindibile per le aziende di tutto il mondo. La recente dichiarazione di Bonvino di PwC Italy sottolinea come la sfida principale per le imprese sarà dotarsi di una contabilità ESG (Environmental, Social, and Governance). Questo approccio non solo migliora la trasparenza, ma contribuisce anche a un flusso di capitali verso attività sostenibili, favorendo la transizione verso un sistema economico e finanziario inclusivo e sostenibile.

La Direttiva Europea 2022/2464: Un Passo Avanti per la Sostenibilità

Il 5 gennaio 2023 è entrata in vigore la Direttiva europea 2022/2464 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità, nota come CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive). Questa direttiva mira a rafforzare l’informativa di sostenibilità e migliorare il flusso di capitali verso attività sostenibili nell’Unione Europea. Le principali novità includono:

– L’estensione del novero delle imprese che devono rendicontare i risultati ESG, coinvolgendo circa 49 mila imprese in Europa e 4 mila in Italia.
– L’introduzione del concetto di doppia materialità.
– L’ampliamento degli aspetti da rendicontare.
– L’inclusione dell’informativa di sostenibilità all’interno della Relazione sulla Gestione.
– L’adozione di un unico standard di rendicontazione, l’ESRS (European Sustainability Reporting Standard).
– La comunicazione digitalizzata e l’obbligatorietà di asseverazione delle informazioni pubblicate da un ente terzo accreditato.
– L’integrazione degli aspetti ESG lungo la catena del valore.

La CSRD pone al centro del processo di cambiamento sostenibile anche le PMI, che fanno parte della rete di approvvigionamento delle grandi aziende potenzialmente soggette alla misurazione e monitoraggio delle performance ESG. Per supportare le piccole e medie realtà del territorio nell’avviare attività di rendicontazione ESG, il sistema camerale promuove attività di informazione e affiancamento, oltre a strumenti di auto-valutazione come il questionario online “Sustainability”.

La Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD)

Un ulteriore passo avanti nella regolamentazione della sostenibilità aziendale è rappresentato dalla Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD), approvata dal Consiglio dell’UE e dal Parlamento europeo a fine maggio 2024. Questa direttiva impone alle aziende un dovere di diligenza per ridurre l’impatto negativo sull’ambiente e sui diritti umani. Il testo della direttiva è il risultato di lunghe trattative con gli Stati membri e rappresenta un importante progresso verso una maggiore responsabilità aziendale.

Le PMI e la Contabilità Green

Le PMI non quotate si trovano in una situazione di stallo in attesa di standard semplificati per il reporting di sostenibilità. La questione è stata sollevata dall’European Financial Reporting Advisory Group (Efrag), che sta valutando se le PMI non quotate debbano adottare lo stesso standard di sostenibilità applicabile alle PMI quotate. Questo standard prevede una notevole mole di informazioni per gli stakeholder, risultando ridondante per le PMI non quotate.

L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) è intervenuto sollecitando l’Efrag a sviluppare uno standard separato con informazioni minime e volontarie, adattate alle caratteristiche e capacità delle PMI non quotate. La questione interessa un elevato numero di imprese medio-piccole, molte delle quali sono microimprese. La Commissione Europea ha rafforzato la pressione per adottare standard per le PMI non quotate con un pacchetto di aiuti per le piccole e medie imprese del settembre 2023, impegnandosi a garantire una rapida adozione di standard volontari per queste società.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la transizione verso una contabilità ESG rappresenta una sfida cruciale per le imprese di tutte le dimensioni. La Direttiva europea 2022/2464 e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive sono passi significativi verso un’economia più sostenibile e inclusiva. Tuttavia, è fondamentale che gli standard di rendicontazione siano adattati alle capacità delle PMI non quotate per evitare discriminazioni e promuovere una sostenibilità diffusa.

Nozione base: La transizione ecologica è il processo di trasformazione dell’economia e della società verso modelli più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo l’uso efficiente delle risorse naturali.

Nozione avanzata: L’economia circolare è un modello economico che mira a ridurre al minimo i rifiuti e a mantenere i prodotti e i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo approccio non solo riduce l’impatto ambientale, ma crea anche nuove opportunità economiche e posti di lavoro, favorendo una crescita sostenibile.

La riflessione finale è che ogni azienda, indipendentemente dalle dimensioni, ha un ruolo cruciale nella transizione verso un futuro sostenibile. Adottare pratiche di rendicontazione ESG non è solo una questione di conformità normativa, ma un’opportunità per contribuire attivamente a un mondo più equo e sostenibile.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Secondo me è solo un altro modo per complicare la vita alle imprese. Essere sostenibili è importante, ma così si rischia di affossare le aziende più piccole!

  2. Questo articolo mi sembra ben bilanciato, ma mi chiedo come le PMI possano realisticamente gestire tutti questi nuovi requisiti. Non hanno le stesse risorse delle grandi aziende.

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