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Come Selenella sta rivoluzionando la sostenibilità agricola nel 2024?

Scopri come il consorzio Selenella affronta le sfide del 2024 con innovazione e sostenibilità, puntando su patate, carote e cipolle di qualità.
  • Il 2024 è un anno di consolidamento per Selenella, con un focus su sostenibilità e innovazione.
  • Le patate Novelle hanno avuto un andamento positivo, con qualità e quantità eccellenti in regioni come Sicilia e Sardegna.
  • La raccolta delle carote e delle cipolle segue la stagionalità, con una forte domanda e volumi di vendita in crescita.
  • Lo spreco alimentare domestico varia tra i territori, con le aree rurali come il Cilento che registrano uno spreco di 130 grammi pro capite a settimana.

Massimo Cristiani, presidente di Selenella-Consorzio Patata Italiana di Qualità, ha recentemente discusso le sfide che il consorzio sta affrontando nel 2024. “Il 2024 è un anno di consolidamento del brand e dei valori della filiera che distinguono Selenella sul mercato. Negli ultimi anni, Selenella ha affrontato grandi sfide, dall’aumento dei costi di produzione, come il caro energia e il costo del gasolio, ai concimi e alle materie prime. Abbiamo intensificato gli sforzi produttivi estendendo le aree di produzione lungo la penisola italiana e rivisto i metodi e i tempi di lavorazione sia in campo che a livello organizzativo.”

La campagna in corso di raccolta delle patate Novelle, iniziata ad aprile, sta procedendo con un andamento positivo sia in termini di qualità che di quantità. Le patate presentano ottime caratteristiche produttive e qualitative in tutte le zone di coltivazione, tra cui Sicilia, Sardegna, Lazio ed Emilia-Romagna. Questa soddisfazione per i risultati produttivi è affiancata da una campagna commerciale forte, con prezzi elevati, domanda in crescita e buoni volumi di vendita.

Innovazione e sostenibilità nella produzione agricola

Per quanto riguarda la patata Classica, i produttori hanno confermato la pianificazione di tutte le superfici di coltivazione, un dato significativo in un contesto caratterizzato da fenomeni di abbandono, scarso rendimento delle coltivazioni, elevate temperature, forte siccità e danni da insetti. Il Consorzio Patata Italiana di Qualità investe in innovazione e tecnologia, creando condizioni per un’agricoltura sana e proficua, proteggendo i raccolti e riducendo l’impatto sull’ambiente. La patata Classica è prodotta in Emilia-Romagna, Abruzzo e Veneto, e nonostante una bomba d’acqua in quest’ultima regione a maggio, i soci sono fiduciosi.

Il rapporto del Consorzio con la grande distribuzione organizzata (Gdo) è consolidato e basato su stima reciproca e soddisfazione. Grazie alla fiducia riposta nella patata Selenella, altre referenze contraddistinte dallo stesso marchio, come carote e cipolle, sono state inserite nella Gdo, registrando quote di mercato crescenti.

Risposta del mercato e sostenibilità ambientale

Il mercato ha risposto positivamente all’incremento delle referenze proposte da Selenella. La cipolla segue le tempistiche della patata Classica, con la raccolta che inizia nel bolognese, mentre la produzione di carote avviene tra Sicilia, Lazio, Abruzzo ed Emilia, seguendo la stagionalità. Attualmente, le carote sono in fase di raccolta in Emilia. Selenella sta lavorando per confermare la leadership di mercato e diventare un punto di riferimento per carote e cipolle. I consumatori richiedono prodotti sicuri, qualitativamente elevati e preferibilmente di origine nazionale, e Selenella si impegna a garantire questi standard.

La sostenibilità ambientale è un fattore su cui Selenella continua a puntare. Il consorzio porta attenzione al rispetto per l’ambiente e l’ecosistema, utilizzando il metodo della produzione integrata e consigliando un utilizzo razionale dell’acqua per ridurre gli sprechi. Le innovazioni all’avanguardia nelle tecniche agronomiche e nei nuovi sistemi di conservazione sono fondamentali. Per la patata Classica, Selenella ha ottenuto il rinnovo della certificazione EPD – Environmental Product Declaration.

Strategie contro lo spreco alimentare

Uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Cleaner Production, parte del progetto SysOrg, ha analizzato lo spreco alimentare domestico in cinque territori campione: Copenaghen (Danimarca), il distretto di Nord Assia (Germania), Varsavia (Polonia), il Bio-Distretto del Cilento (Italia) e la regione di Kenitra (Marocco). Circa il 17% del cibo prodotto nel mondo viene gettato, con il 61% dello spreco che avviene a livello domestico. Lo studio ha misurato la quantità, la frequenza e la tipologia di spreco alimentare domestico, comprendendo le similitudini e le differenze negli aspetti sociodemografici che influenzano gli scarti di cibo.

Analizzando il dato pro capite, i tre territori rurali (Nord Assia, Bio-Distretto del Cilento e Kenitra) hanno un livello di spreco simile, circa 130 grammi pro capite a settimana, mentre le città (Copenaghen e Varsavia) registrano uno spreco pro capite di 190 grammi a settimana. L’appartenenza al territorio (rurale o urbano) influisce sulla probabilità di non sprecare: è più alta nel Cilento (66%), seguita da Nord Assia (41%) e più bassa negli altri tre territori (18%).

Bullet Executive Summary

In conclusione, la sfida di Selenella nel 2024 è quella di consolidare il brand e i valori della filiera, affrontando le difficoltà legate ai costi di produzione e alle condizioni climatiche avverse. L’innovazione e la sostenibilità sono al centro delle strategie del consorzio, con un forte impegno nella produzione integrata e nella riduzione degli sprechi. Lo studio sullo spreco alimentare domestico evidenzia l’importanza di comprendere le differenze territoriali per sviluppare strategie efficaci.

Nozione base: La transizione ecologica è un processo che mira a trasformare i sistemi produttivi e di consumo verso modelli più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo l’uso efficiente delle risorse naturali.

Nozione avanzata: L’economia circolare è un modello economico che si contrappone all’economia lineare tradizionale. Promuove il riutilizzo, la riparazione, il riciclo e la rigenerazione dei materiali e dei prodotti, riducendo al minimo i rifiuti e l’uso delle risorse naturali. Applicata al settore agricolo, può contribuire significativamente alla sostenibilità ambientale e alla riduzione degli sprechi alimentari.

Riflettendo su questi temi, è evidente come ogni piccolo gesto, dalla scelta di prodotti sostenibili alla riduzione degli sprechi alimentari, possa contribuire a un futuro più verde e sostenibile.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Credo che Selenella stia facendo un ottimo lavoro. Investire in tecnologie sostenibili è il futuro dell’agricoltura italiana. Non dovremmo sempre vedere il marcio in ogni cosa!

  2. Il discorso di Selenella sulla sostenibilità è interessante, ma mi sembra solo marketing. Chi ci dice che non sia solo un modo per alzare i prezzi senza reali benefici per l’ambiente?

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