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Allarme depuratori in calabria: operazione sciocca il paese con gravi violazioni ambientali

Blitz sui depuratori e stabilimenti balneari in Calabria: sequestrati 52 kg di prodotto ittico non tracciabile e chiuso un cementificio. Elevate sanzioni per oltre 112.000 euro.
  • Controllati tre depuratori, quattro aziende zootecniche e undici stabilimenti balneari.
  • Sequestrati 52 kg di prodotto ittico non tracciabile e riscontrate mancanze igienico-sanitarie.
  • Elevate sanzioni per un totale di 112.000 euro e chiuso un cementificio per violazioni di sicurezza.

Nelle ultime due settimane, la Calabria è stata teatro di una vasta operazione di controllo ambientale, coordinata dai Carabinieri della Compagnia di Scalea, con il supporto di numerosi enti e forze dell’ordine. L’operazione ha coinvolto diverse località, tra cui Scalea e San Nicola Arcella, e ha visto la partecipazione di militari della Legione Carabinieri Calabria, della Direzione Marittima di Reggio Calabria e della Regione Carabinieri Forestale Calabria.

Sono stati sottoposti a controllo tre depuratori, quattro aziende zootecniche, undici stabilimenti balneari, un cantiere edile, cinque vasche di raccolta reflui in parchi condominiali, un cementificio e un autodemolitore. Durante queste operazioni, sono stati accertati numerosi illeciti, tra cui lo scarico di reflui fognari con valori fuori tabella, la compilazione di registri di carico e scarico fanghi con dati incompleti e inesatti, e l’assenza di dotazioni di sicurezza.

Inoltre, sono stati sequestrati 52 kg di prodotto ittico non tracciabile e sono state riscontrate mancanze igienico-sanitarie in un locale di deposito alimenti. Il cementificio è stato chiuso per violazioni della sicurezza sui luoghi di lavoro e per il mancato stoccaggio di oli esausti. Tre persone sono state deferite in libertà per violazioni della normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e per costruzioni senza autorizzazioni in aree con vincolo paesaggistico e sismico. Le sanzioni elevate ammontano a circa 112.000 euro.

Il Contesto Storico e Legale della Maladepurazione in Calabria

L’attività investigativa sui depuratori in Calabria risale al 2021, quando i Forestali del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) del Comando Carabinieri Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica di Roma, in collaborazione con l’Arpa di Soverato, sgominarono un’associazione a delinquere dedita alla frode e all’inquinamento ambientale. La società coinvolta gestiva 50 appalti e aveva omesso la corretta manutenzione dei depuratori, causando lo sversamento di rifiuti non trattati in mare e nei sottosuoli.

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, portarono all’esecuzione di 18 misure cautelari, tra cui quattro in carcere e tredici domiciliari. La società “Minieri Holding srl” si aggiudicava commesse offrendo ribassi consistenti, ma non vigilava o ometteva i controlli dovuti, causando il malfunzionamento degli impianti e lo sversamento di rifiuti non trattati.

Il Ruolo di Legambiente e le Implicazioni per la Salute Pubblica

Legambiente ha sottolineato l’importanza della loro attività di monitoraggio con la campagna Goletta Verde, che verifica lo stato di salute del mare e delle coste. L’indagine dei Carabinieri ha confermato i dati raccolti da Legambiente sui fenomeni criminali legati alla maladepurazione e ai traffici illegali di fanghi di depurazione. Legambiente si costituirà parte civile nel procedimento aperto dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro per chiedere ecogiustizia in nome del popolo inquinato.

Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha dichiarato che l’operazione Scirocco conferma l’importanza del monitoraggio dei territori e della denuncia dei problemi di maladepurazione. Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, ha aggiunto che il territorio calabrese è interessato da fenomeni illegali diffusi e che è necessario accelerare le attività di prevenzione e contrasto delle illegalità per tutelare il mare, gli ecosistemi, l’ambiente e la salute dei cittadini.

Operazioni di Controllo Nazionale sullo Smaltimento Illecito di Rifiuti

Parallelamente, a livello nazionale, una maxi operazione della polizia ha coinvolto 33 province italiane per contrastare lo smaltimento illecito di rifiuti. In provincia di Reggio Calabria, sono stati sottoposti a controllo 34 siti, sei dei quali sono stati sequestrati. Sono state identificate 48 persone e cinque sono state denunciate per reati legati alla gestione illecita dei rifiuti. Le sanzioni elevate ammontano a circa 8.000 euro.

Durante i controlli, sono emerse irregolarità nell’utilizzo di forni di verniciatura senza le autorizzazioni previste, e sono stati rinvenuti materiali di risulta riconducibili a estumulazioni cimiteriali. Le aree interessate sono state sequestrate e segnalate all’autorità giudiziaria e all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).

Bullet Executive Summary

La recente operazione di controllo sui depuratori in Calabria ha messo in luce gravi violazioni ambientali e ha evidenziato l’importanza di un monitoraggio costante e rigoroso per tutelare l’ambiente e la salute pubblica. Le attività illecite legate alla gestione dei depuratori non solo inquinano il mare e i terreni, ma rappresentano anche un rischio significativo per la salute dei cittadini e per l’economia regionale.

Una nozione base di transizione ecologica è che essa mira a trasformare il sistema produttivo e di consumo verso modelli più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale e promuovendo l’uso efficiente delle risorse naturali. In questo contesto, la corretta gestione dei depuratori è fondamentale per garantire la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi.

Una nozione avanzata di economia circolare applicabile al tema dell’articolo riguarda l’importanza di chiudere il ciclo dei materiali, riducendo al minimo i rifiuti e promuovendo il riciclo e il riutilizzo. La gestione illecita dei depuratori rappresenta un fallimento di questo principio, poiché i rifiuti non trattati finiscono per inquinare l’ambiente anziché essere correttamente gestiti e reintegrati nel ciclo produttivo.

In conclusione, è essenziale che le autorità continuino a vigilare e a intervenire con decisione per prevenire e contrastare le attività illecite che minacciano l’ambiente e la salute pubblica. Solo attraverso un impegno costante e una collaborazione tra istituzioni, enti di controllo e cittadini sarà possibile garantire un futuro sostenibile per la Calabria e per l’intero paese.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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