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Critical Raw Materials Act: come l’UE sta trasformando la gestione delle risorse

Il nuovo regolamento europeo sulle materie prime critiche punta a rafforzare la catena del valore e migliorare la sostenibilità. Scopri le iniziative e i progetti chiave per il futuro dell'economia circolare.
  • 10% del consumo annuo di materie prime deve provenire da estrazione locale entro il 2030.
  • Il nuovo regolamento europeo individua 34 materie critiche e 17 materie strategiche.
  • La domanda globale di materie prime critiche crescerà di 3,5 volte entro il 2030, superando i 30 milioni di tonnellate.

La sfida delle materie prime critiche è una delle più rilevanti nel panorama della transizione ecologica, delle risorse naturali, della sostenibilità, dell’economia circolare e della gestione dei rifiuti moderni. Erion, un sistema multi-consortile per la gestione di diverse tipologie di rifiuti, dai prodotti elettronici alle batterie, dagli imballaggi ai prodotti del tabacco e al tessile, ha ribadito questa tesi durante un workshop rivolto ai produttori associati. Il ruolo centrale delle materie prime critiche, come litio, cobalto e terre rare, è stato evidenziato come cruciale per la doppia transizione, green e digitale.

Il Critical Raw Materials Act e le iniziative dell’UE

Dal 23 maggio, i 27 Stati membri dell’Unione Europea sono soggetti al regolamento sulle materie prime critiche, noto come Critical Raw Materials Act. Il testo definitivo individua due elenchi di materie: 34 critiche e 17 strategiche. Il regolamento stabilisce tre parametri di riferimento per la copertura del consumo annuo di materie prime dell’UE, da raggiungere entro il 2030: il 10% da estrazione locale, il 40% da trasformazione nell’UE e il 25% da materiali riciclati.

L’Italia si è mossa in anticipo attraverso un decreto legge voluto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tuttavia, secondo Danilo Bonato, direttore generale di Erion Compliance Organization (ECO), è necessario uno sforzo maggiore di cooperazione tra gli Stati membri per incrementare i volumi di materie prime critiche. La Commissione Europea ha optato per un regolamento come forma giuridica per garantire prescrizioni applicabili in modo tempestivo e armonizzato, evitando interpretazioni diverse da parte dei singoli Stati membri.

I capitoli chiave del Critical Raw Materials Act

Il Critical Raw Materials Act si articola in diversi capitoli chiave:

1. *Rafforzare la catena del valore: Stabilire priorità, fissare target, introdurre progetti strategici e stabilire condizioni abilitanti per realizzarli con successo.
2.
Monitoraggio e attenuazione dei rischi: Definire stress test sulle catene del valore, coordinare scorte strategiche e preparare le imprese a gestire i rischi.
3.
Sostenibilità: Migliorare la circolarità, introdurre certificazioni sull’impronta ambientale e assicurare conformità e vigilanza.

Il regolamento europeo prevede anche la moderazione della domanda e l’incremento degli sforzi per incentivare il progresso tecnologico e l’uso efficiente delle risorse. L’obiettivo è contenere il previsto aumento del consumo di materie prime critiche nell’UE.

Il ruolo dei Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR)

I Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), nati negli anni ’90 per organizzare e finanziare la gestione dei rifiuti, sono oggi considerati strumenti fondamentali per la prevenzione e la gestione dei rifiuti, nonché vettori di approvvigionamento e ottimizzazione delle risorse. Secondo lo studio “Erion Vision 2050: Passato, Presente e Futuro dei Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore”, presentato durante il “Forum sulla Responsabilità Estesa del Produttore” a Firenze, è fondamentale ripensare il ruolo dell’EPR per rispondere alle richieste di materie prime critiche e all’imperativo di decarbonizzare l’economia.

Nonostante gli sforzi per promuovere l’economia circolare, l’87% del consumo di risorse nell’Unione Europea dipende ancora da materie prime vergini. Il consumo medio pro capite globale di risorse è di circa 12,5 tonnellate all’anno, e le attuali politiche non sono sufficienti a ridurre l’uso di materie prime. La domanda globale di materie prime critiche, necessarie per la transizione energetica, è destinata a crescere di 3,5 volte entro il 2030, superando i 30 milioni di tonnellate.

Misure nazionali e prospettive future

Le misure specifiche del regolamento europeo sulle materie prime critiche devono essere portate avanti dagli Stati membri. Entro il 24 agosto, la Commissione valuterà le domande di riconoscimento per i progetti relativi alle materie prime critiche. Entro il 24 novembre, la Commissione adotterà un atto di esecuzione per un modello unico che i promotori dei progetti dovranno utilizzare per le domande. Entro il 24 febbraio 2025, ogni Stato membro dovrà istituire o designare autorità quali punti di contatto unici per facilitare e coordinare la procedura di rilascio delle autorizzazioni.

Il Critical Raw Materials Act prevede anche l’adozione di misure per incentivare il progresso tecnologico e l’efficienza delle risorse, promuovere la prevenzione dei rifiuti, aumentare il riutilizzo e la riparazione dei prodotti, e migliorare la raccolta e il trattamento dei rifiuti. Entro il 24 maggio 2025, la Commissione dovrà adottare atti di esecuzione per specificare l’elenco di prodotti e componenti con potenziale di recupero delle materie prime critiche.

Bullet Executive Summary

La sfida delle materie prime critiche è una questione di rilevanza strategica per l’Unione Europea. Il Critical Raw Materials Act rappresenta un passo fondamentale verso una maggiore autonomia e sostenibilità nell’approvvigionamento di queste risorse. Tuttavia, è necessario un impegno congiunto tra gli Stati membri e una cooperazione efficace per raggiungere gli obiettivi fissati. I Sistemi di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) giocano un ruolo cruciale in questo contesto, promuovendo l’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse.

Nozione base: La transizione ecologica implica il passaggio da un modello economico lineare, basato sull’estrazione e il consumo di risorse naturali, a un modello circolare, in cui le risorse vengono riutilizzate e riciclate, riducendo così l’impatto ambientale e la dipendenza dalle materie prime vergini.

Nozione avanzata*: L’economia circolare non si limita al riciclo dei materiali, ma include anche la progettazione di prodotti con un ciclo di vita più lungo, la promozione di modelli di business innovativi come il “product as a service”, e l’adozione di tecnologie avanzate per il recupero e la valorizzazione delle risorse. Questo approccio integrato è essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine e la resilienza delle economie moderne.

In conclusione, la sfida delle materie prime critiche richiede un approccio olistico e coordinato, che integri politiche nazionali e europee, innovazione tecnologica e modelli di business sostenibili. Solo così sarà possibile garantire un futuro sostenibile e prospero per le generazioni future.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Non vedo come tutto questo burocratese possa fare una reale differenza. Alla fine, chi ci guadagna sono sempre i soliti noti. 🤑

  2. Finalmente un impegno concreto da parte dell’UE per gestire la questione delle materie prime critiche. L’approccio olistico è quello giusto!

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