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Il G7 di Puglia: decisioni cruciali su clima e energia analizzate per voi

Scopri le principali conclusioni del G7 di Savelletri di Fasano, tra cui le nuove strategie sugli asset russi congelati e l'iniziativa 'Energy for Growth in Africa'.
  • Il documento finale del G7 prevede che i Paesi finanziatori possano rivalersi sui fondi russi congelati in caso di mancato pagamento dei 50 miliardi di euro di prestiti da parte dell'Ucraina.
  • Il G7 ha annunciato l'iniziativa 'Energy for Growth in Africa' per promuovere l'energia pulita nel continente.
  • Gli investimenti globali in energia pulita previsti per il 2024 sono quasi il doppio rispetto a quelli nei combustibili fossili.

Il G7 tenutosi a Savelletri di Fasano, in Puglia, dal 13 al 15 giugno 2024, ha visto la partecipazione dei capi di Stato di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti, oltre a rappresentanti dell’Unione Europea. Durante i tre giorni di incontri, i leader mondiali hanno discusso temi cruciali come l’intelligenza artificiale, l’energia, i diritti umani, la migrazione e il commercio, sullo sfondo di un contesto multilaterale segnato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente e dagli effetti della crisi climatica globale.

Il documento finale del G7, composto da 36 pagine, è stato analizzato dalla rubrica dell’ASviS “Europa e Agenda 2030” e discusso nella puntata di “Alta sostenibilità”. Tuttavia, il documento non ha introdotto significative novità rispetto ai processi negoziali del passato, se non per quanto riguarda l’uso dei profitti degli asset russi congelati. In caso di mancato pagamento da parte dell’Ucraina dei 50 miliardi di euro di prestiti per la ricostruzione post-bellica, il G7 ha stabilito che i Paesi finanziatori possono rivalersi sui fondi russi congelati presso gli istituti di credito europei.

Per quanto riguarda la guerra di Gaza, è stata confermata la volontà di portare avanti il piano di tregua tra Hamas e Israele avanzato dagli Stati Uniti, rilanciando il sostegno alla soluzione “due popoli, due Stati”.

Energia e Clima: Opportunità Perse

Sul fronte dell’energia e del clima, il G7 ha perso l’opportunità di delineare una roadmap chiara per l’uscita dai combustibili fossili. Sebbene sia stata ribadita l’importanza della fusione nucleare come possibile soluzione alle sfide del cambiamento climatico e della sicurezza energetica, non è stata espressa l’intenzione di rinunciare al gas nei prossimi anni. Il G7 ha annunciato l’iniziativa “Energy for Growth in Africa”, che mira a promuovere l’energia pulita nel continente africano.

Il summit ha ricalcato gli impegni della COP 28 di Dubai, tra cui triplicare la capacità rinnovabile globale e raddoppiare il tasso medio annuo globale di crescita dell’efficienza energetica entro il 2030. Tuttavia, il G7 potrebbe fare di più per fronteggiare la grave crisi climatica. Il mese di maggio è stato il più caldo mai registrato, con la temperatura media globale degli ultimi 12 mesi che ha toccato valori record, superando di 1.63°C la media del periodo 1850-1900, secondo i dati di Copernicus.

Finanza Climatica e Investimenti Contraddittori

Un tema spinoso emerso dal G7 è stato quello della finanza climatica. Il negoziato per un nuovo obiettivo quantitativo post-2025 ha registrato l’ennesima spaccatura tra Occidente e Paesi in via di sviluppo. La cifra di 100 miliardi di dollari all’anno promessi dai Paesi ricchi dalla COP del 2009 di Copenaghen è stata mobilitata solo nel 2022, una somma irrisoria rispetto alle reali necessità. I Paesi in via di sviluppo necessitano di almeno 1.000 miliardi di dollari all’anno ripartiti tra mitigazione, adattamento e perdite e danni.

Il “World Energy Investment 2024” dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha previsto che il mondo investirà quest’anno nell’energia pulita quasi il doppio di quanto nei combustibili fossili. Tuttavia, dal 2020 al 2024, gli investimenti diretti ai combustibili fossili sono in costante crescita, contraddicendo gli accordi internazionali e rallentando la transizione energetica.

Un rapporto di ReCommon ha evidenziato che le maggiori banche dei Paesi del G7 continuano a finanziare la filiera dei combustibili fossili. Se fossero un Paese, sarebbero tra i primi inquinatori globali. La banca italiana maggiormente coinvolta è Intesa Sanpaolo, che dall’Accordo di Parigi ha sostenuto il settore con un investimento pari a 81,6 miliardi di dollari.

Il Ruolo dell’Italia e le Sfide Future

In Italia, Legambiente ha segnalato che nel 2023 le energie rinnovabili hanno registrato una crescita importante, ma non sufficiente per raggiungere gli obiettivi al 2030. Il rapporto “Comuni rinnovabili 2024” sottolinea che le rinnovabili sono presenti in quasi tutti i Comuni italiani, con 7.860 Comuni che hanno scelto il solare fotovoltaico, portando la potenza complessiva a 30,2 GW.

Tuttavia, il progresso rischia di essere ostacolato dal decreto “aree idonee”, che secondo Wwf, Greenpeace e Legambiente configura un’ulteriore barriera per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia. Le tre associazioni ritengono che il decreto mette a rischio i procedimenti autorizzativi e lascia troppo spazio di interpretazione alle Regioni, introducendo una fascia di rispetto da siti tutelati a sette chilometri.

Il rapporto dell’ASviS “Scenari per l’Italia al 2030 e al 2050. Scelte per uno sviluppo sostenibile” è chiaro: attuando uno scenario di net zero transformation, il PIL italiano nel 2050 aumenterebbe del 2,2%, il tasso di disoccupazione si ridurrebbe di 0,4 punti percentuali e il debito pubblico calerebbe. Se l’Italia non intervenisse, il PIL si ridurrebbe di almeno il 30% rispetto alle previsioni, con conseguenze drammatiche sul mondo dell’occupazione.

Bullet Executive Summary

In conclusione, il G7 di Puglia ha ribadito impegni già presi in precedenti vertici, senza introdurre significative novità o azioni concrete per affrontare la crisi climatica. Sebbene siano stati annunciati investimenti nell’energia pulita, la continua crescita degli investimenti nei combustibili fossili contraddice gli accordi internazionali e rallenta la transizione energetica. In Italia, nonostante la crescita delle energie rinnovabili, il progresso rischia di essere ostacolato da nuove normative che potrebbero rallentare ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Nozione base: La transizione ecologica è il processo di trasformazione dei sistemi economici e sociali per ridurre l’impatto ambientale, promuovendo l’uso di risorse naturali in modo sostenibile e riducendo le emissioni di gas serra.

Nozione avanzata: L’economia circolare è un modello economico che mira a ridurre al minimo gli sprechi e a mantenere i prodotti e i materiali in uso il più a lungo possibile. Questo approccio richiede una riprogettazione dei processi produttivi e dei modelli di consumo, promuovendo il riciclo, il riuso e la rigenerazione dei materiali.

La riflessione personale che emerge da questo articolo è che, nonostante i progressi e gli impegni dichiarati, c’è ancora molto da fare per affrontare efficacemente la crisi climatica. Ogni individuo, organizzazione e governo ha un ruolo cruciale da svolgere nel promuovere pratiche sostenibili e nel sostenere politiche che favoriscano una transizione ecologica equa e giusta.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

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