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Regolamento EUdr: l’UE posticipa la lotta alla deforestazione?

Il consiglio ue ha adottato un mandato negoziale che potrebbe portare a un ulteriore rinvio dell'entrata in vigore del regolamento eudr, sollevando preoccupazioni sull'efficacia nella lotta contro la deforestazione e il degrado forestale.
  • Nuova entrata in vigore: 30 dicembre 2026 per operatori medi e grandi.
  • 30 giugno 2027: nuova data per micro e piccole imprese.
  • L'UE è responsabile del 10% della deforestazione mondiale.

A Bruxelles si assiste a un acceso dibattito sul Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR), volto a garantire che le materie prime e i prodotti derivati immessi sul mercato europeo non contribuiscano alla deforestazione o al degrado forestale. Inizialmente previsto per il 30 dicembre 2024, l’EUDR ha subito un primo rinvio di un anno a causa delle preoccupazioni sollevate da Stati membri, Paesi terzi, operatori e commercianti riguardo alla preparazione e alla complessità del sistema informativo europeo. Ora, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato un mandato negoziale che potrebbe portare a ulteriori modifiche e a un nuovo rinvio dell’entrata in vigore.
La proposta del Consiglio prevede una *nuova data di entrata in vigore: il 30 dicembre 2026 per gli operatori medi e grandi e il 30 giugno 2027 per le micro e piccole imprese. Viene inoltre eliminato il “periodo di grazia” precedentemente previsto per le aziende più grandi, optando per un rinvio netto anziché per un regime transitorio graduale. Si intende, con chiarezza, offrire un prolungamento dei termini alle aziende affinché possano allinearsi efficacemente con le recenti normative, oltre a facilitare la realizzazione del regolamento.

Le Modifiche Proposte e le Reazioni

Le modifiche proposte dal Consiglio mirano a ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi a carico degli operatori, in particolare per le micro e piccole imprese. Stando alla visione del Consiglio, il dovere di sottoporre la dichiarazione di diligenza verrebbe assegnato esclusivamente ai soggetti economici che introducono per la prima volta il prodotto nel mercato europeo (“first placing”).
I soggetti che operano nella fase successiva della catena di produzione e i commercianti saranno esonerati dal presentare attestazioni individuali, dovendo unicamente custodire e inoltrare il codice identificativo della dichiarazione iniziale.
Per gli operatori primari di dimensioni ridotte, quali agricoltori e piccoli produttori, sarebbe sufficiente una singola e semplificata dichiarazione.
Il Consiglio ha inoltre conferito alla Commissione Europea il compito di realizzare, entro il 30 aprile 2026, una revisione mirata alla semplificazione, con lo scopo di valutare l’impatto dell’EUDR e gli oneri burocratici per le imprese, specialmente quelle di piccola e piccolissima dimensione.
Qualora ritenuto necessario, tale revisione potrebbe essere integrata da una successiva proposta legislativa al fine di alleggerire ulteriormente i gravami. Tuttavia, queste proposte non sono esenti da critiche. “Secondo il WWF, la combinazione di rinvii, semplificazioni ed esenzioni rischia di trasformare una ‘politica faro in un obiettivo politico mobile'”. “Anke Schulmeister-Oldenhove, manager per le foreste presso il WWF European Policy Office, ha dichiarato che ‘le affermazioni degli Stati membri secondo cui affrontare la deforestazione rimane una priorità sono una palese distorsione: hanno appena concordato di annacquare e ritardare l’EUDR, ignorando sia lo scopo ambientale del regolamento sia il denaro pubblico già investito in esso'”.

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  • Finalmente un passo avanti per le piccole imprese! 👍 Ma......
  • Un disastro annunciato per la lotta alla deforestazione... 👎...
  • E se il problema fosse a monte? 🤔 Non stiamo......
  • L'ennesimo rinvio, ma cosa significa veramente per il futuro... 🤔...
  • Semplificazioni e rinvii: una vittoria per chi inquina? 😠...
  • Forse con più tempo le aziende si prepareranno meglio... 🚀...

Il Ruolo del Parlamento Europeo e le Prossime Fasi

Mi dispiace, ma non ho ricevuto alcun testo da riscrivere. Potresti fornirlo? La responsabilità dell’Unione Europea nella deforestazione mondiale si attesta intorno al 10%, un dato significativo. Le coltivazioni di olio di palma e soia concorrono in misura notevole, superando due terzi del totale implicato in questo processo distruttivo.

Verso un Equilibrio Sostenibile: Sfide e Opportunità

L’analisi della revisione dell’EUDR si configura come una questione intricatissima. Essa esige una ponderata intersecazione fra l’impellente esigenza di sorvegliare le foreste, connessa alla loro conservazione vitale, e la salvaguardia della sostenibilità economica, imperativa per il mondo imprenditoriale. Le proposte relative ai rinvii e alle semplificazioni hanno come intento quello di snellire il processo di applicazione normativa; tuttavia destano preoccupazioni riguardo all’efficacia nella lotta contro il fenomeno della deforestazione. Risulta quindi cruciale mantenere invariato l’obiettivo essenziale dell’EUDR: assicurarsi che gli articoli commercializzati nell’ambito europeo non agevolino la devastazione forestale.

A favore delle realtà operative nel comparto legnoso, questo rimando si traduce in un’occasione preziosa per ottimizzare procedure interne in previsione della prossima implementazione normativa. È imprescindibile condurre un’accurata mappatura dei processi aziendali ed effettuare controlli sul sistema di due diligence oltre a predisporre opportune risorse strategiche. Per realizzare una filiera legnosa ecologicamente responsabile è necessario che ci sia uno sforzo collaborativo diffuso tra tutti i soggetti interessati: dalla sfera imprenditoriale a quella dei consumatori fino alle istituzioni pubbliche e alle ONG operanti nella materia.

Un Futuro Sostenibile: Riflessioni sulla Transizione Ecologica

Cari lettori, affrontare il tema della transizione ecologica implica navigare attraverso un labirinto ricco sia di difficoltà sia di potenzialità enormi. Il fenomeno dell’EUDR, ad esempio, dimostra quanto sia essenziale raggiungere un equilibrio fra dignità ambientale ed esigenze economiche. Un principio basilare riguarda l’idea che le risorse naturali non siano infinite; pertanto è imperativo gestirle con criterio per garantire una vivibilità duratura alle generazioni future. Esiste inoltre una visione evoluta del concetto: quella dell’economia circolare mira a limitare gli sprechi all’essenziale mentre cerca modalità innovative per riutilizzare i materiali già esistenti; questa strategia potrebbe rivelarsi determinante nella nostra marcia verso modelli economici più verdi.

A questo proposito vi esorto a ponderare sul vostro apporto personale in tale trasformazione collettiva. Come acquirenti informati, abbiamo la possibilità di effettuare scelte deliberate premiando beni provenienti da catene produttive eco-sostenibili e verificate. Inoltre, nel nostro ruolo civico abbiamo la responsabilità di spingere i nostri leader politici a implementare strategie incisive per proteggere l’ambiente e favorire forme autentiche di sviluppo responsabile.

L’unico modo per delineare un avvenire in cui l’economia, insieme all’ambiente, possa coesistere serenamente è quello di intraprendere uno sforzo comune*.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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